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La Norvegia ricorda l'eccidio di Utøya

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La Norvegia ricorda l'eccidio di Utøya

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Sono passati già due anni. La Norvegia sta celebrando un triste anniversario. Il 22 Luglio 2011 il nazionalista norvegese Anders Breivik organizzò il doppio attentato terroristico più sanguinoso nella storia del paese.

Nel quartiere governativo di Oslo fece esplodere una bomba che uccise 8 persone. Poi al campo estivo per giovani sull’isolotto di Utøya fece 69 vittime e 300 feriti.

“Pensiamo a quelli che sono feriti, ai parenti delle vittime. Non dobbiamo rinciare ai nostri valori a causa del terrorismo. La risposta alla violenza è più democrazia e chiarezza, ma mai ingenuità”, ha detto il premier Stoltenberg.

In questi ventiquattro mesi, la Norvegia ha prima dovuto elaborare il lutto, ma molti nodi sono rimasti irrisolti. I giovani sono tornati sull’isola del massacro, ma i partiti non hanno compiuto l’autocritica necessaria per capire in quale ambito sia maturata la strage.

“È un giorno difficile a cui siamo tutti legati. In tanti abbiamo perso qualcuno. Io ho perso mio figlio. È dura eppure aiuta essere qui dove questo è accaduto”, dice un parente di una vittima.

77 morti e oltre trecento feriti. Nell’agosto dell’anno scorso il tribunale ha condannato Breivik a 21 anni di prigione, sentenza massima permessa dalla Legge norvegese. M allo scadere della pena la condanna può essere rinnovata.