ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Hezbollah: delusione e scambio d'accuse in Libano

Lettura in corso:

Hezbollah: delusione e scambio d'accuse in Libano

Dimensioni di testo Aa Aa

Non sono improntate alla soddisfazione, le reazioni in Libano: se un esponente del governo parla di pressioni subite dai Paesi dell’Unione europea, in Parlamento i pareri si dividono su chi sia responsabile della situazione: Sami Gemeyal, membro del partito della Falange e discendente della potente famiglia politica maronita, attribuisce la colpa agli Hezbollah:

“Purtroppo questo colpirà tutto il popolo libanese, e in quanto cittadini pagheremo di nuovo il prezzo per il modo in cui gli Hezbollah trattano i temi politici regionali e nazionali”, afferma.

Nei mesi scorsi, il leader degli Hezbollah, Hassan Nasrallah, aveva negato che il suo movimento avesse a che fare con gli attentati contro cittadini israeliani all’estero, come i due, in Bulgaria e a Cipro, in base ai quali l’Unione europea ha iscritto l’ala militare nella blacklist.

“Questa decisione non colpirà Hezbollah o la resistenza”, dice oggi un deputato del movimento sciita. “La resistenza è presente sul territorio libanese e non in Europa. Non è un gruppo terrorista che commetta attentati in Europa. La resistenza è una cosa diversa, e il terrorismo è vietato dalla religione. L’Europa, prendendo questa decisione, si mette in contrasto con questa parte della popolazione in questa regione, Hezbollah e tutti quelli che la sostengono”.

Moderatamente positive le reazioni invece in Israele, dove il Ministro della Giustizia Tsipi Livni parla di “fallimento del tentativo di sdoganare Hezbollah in Europa”, mentre l’ex ministro degli Esteri Avigdor Lieberman dice che “come sempre gli europei si accontentano di fare le cose a metà”.