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Giappone al voto per il rinnovo di metà della camera alta

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Giappone al voto per il rinnovo di metà della camera alta

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Urne aperte questa domenica a Tokyo per il rinnovo di metà della camera alta del Giappone. Oltre 360 i candidati per i 121 seggi in palio.

Conquistandone più di 70 il Partito Liberaldemocratico di Shinzo Abe tornerebbe ad avere il controllo di entrambi i rami del Parlamento, mettendo così fine a sei anni di stallo politico.

Tutti i pronostici lo danno come favorito. Ma alcuni elettori potrebbero cercare delle alternative vista la posizione del premier a favore della riapertura delle centrali nucleari.

“L’energia atomica – spiega fuori dal seggio la settantacinquenne Yasuko Matsuno – è il problema più grande che mi viene in mente e credo che dovremmo liberarcene completamente. Ecco a cosa ho pensato quando votavo”.

Riconquistando la camera alta, Abe potrebbe finalmente facilitare l’approvazione dei disegni di legge.

L’ampio sostegno di cui ha goduto in questi mesi deriva, in particolare, dalle speranze riposte nelle sue politiche economiche, già ribattezzate “Abenomics”. Si tratta di un mix di politiche monetarie ultraespansive, spesa pubblica e riforme strutturali per combattere la deflazione che da anni attanaglia il Paese.

“Sono un po’ preoccupata per la loro politica estera”, commenta Hiroko Katsunuma, studentessa universitaria.

Uno degli obiettivi finali di politica estera di Abe, infatti, è quello di cambiare la costituzione pacifista del Paese, scritta dagli Stati Uniti dopo la II Guerra Mondiale, e riaffermare il ruolo del Giappone come potenza militare contro Cina e Corea del Nord.