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Turchia, scontri curdi-polizia dopo i successi nella vicina Siria

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Turchia, scontri curdi-polizia dopo i successi nella vicina Siria

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I confini sono spesso una questione puramente topografica. Almeno così sembrerebbe guardando ai festeggiamenti della popolazione curda nella provincia turca di Cizre, al confine tra Turchia e Siria.

L’occasione è stata la conquista, al di là della frontiera, della cittadina di Ras al-Ain da parte del Partito dell’Unione democratica, una sorta di partito “gemello” del PKK. I militanti avevano appena respinto le truppe islamiste, nemiche del presidente Bashar al-Assad, ma anche degli stessi curdi.

La festa è poi degenerata in scontri con la polizia con lancio di petardi e fumogeni. Tali afflati di indipendentismo curdo in effetti non piacciono ad Ankara.

Nell’ambito di negoziati che puntano a mettere fine ad un conflitto ormai trentennale il partito del premier Erdogan chiede che il PKK ritiri i propri guerriglieri dal vicino Iraq, dove i curdi sfruttano l’instabilità per ottenere gradi sempre maggiori di autonomia.

Stessa cosa che ora sta accadendo in Siria, con i curdi delle regioni settentrionali del Paese che hanno appena annunciato la volontà di costituire un governo autonomo temporaneo. Con tanto di costituzione.