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Caso del dissidente kazako, mozione di sfiducia per Alfano

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Caso del dissidente kazako, mozione di sfiducia per Alfano

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Le conseguenze del “caso kazako” pesano sul ministro degli Interni e vice-premier Angelino Alfano, il quale, venerdì pomeriggio, affronterà in aula la mozione di sfiducia chiesta da Sinistra Ecologia e Libertà e MoVimento 5 Stelle.

Alfano ha affermato davanti al Parlamento di non essere stato messo al corrente dell’operazione di deportazione della moglie e della figlia del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov.

“Se non sapeva è pure peggio”, ha commentato Matteo Renzi. Proprio dalla sua corrente era partita la richiesta di alcuni senatori di votare la sfiducia. Ma, dopo il vertice del Partito Democratico di giovedì, ha prevalso la linea del “no” del segretario Guglielmo Epifani.

Nella vicenda è intervenuto anche il Presidente della Repubblica. Durante la tradizionale cerimonia del ventaglio con la stampa parlamentare Giorgio Napolitano ha parlato di “fatto inaudito” e ha messo in guardia sulle conseguenze di un’eventuale crisi di governo.

“I contraccolpi a nostro danno nelle relazioni internazionali e nei mercati finanziari si vedrebbero subito e potrebbero risultare irrecuperabili”, ha detto Napolitano.

“È perciò indispensabile, nell’interesse generale, proseguire nella realizzazione degli impegni di governo”.

Il 29 maggio scorso Alma Shalabayeva e sua figlia di sei anni Auna sono state arrestate in un blitz della polizia in una villa alle porte di Roma.

Gli agenti cercavano Ablyazov su segnalazione dei diplomatici del Kazakistan, dove l’uomo (che ha ottenuto l’asilo politico in Gran Bretagna nel 2011) è accusato di appropriazione indebita.

Inutile la presentazione di un passaporto diplomatico, giudicato falso e poi rivelatosi vero: nell’arco di 48 ore madre e figlia sono state reimpatriate ad Astana.