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Buco da 18 miliardi di dollari, Detroit è in bancarotta

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Buco da 18 miliardi di dollari, Detroit è in bancarotta

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Detroit dichiara bancarotta. Quella che un tempo era considerata la fucina d’America, con quasi due milioni di abitanti, oggi è una città con interi quartieri fantasma e un tasso di omicidi ai massimi da quarant’anni.

Il declino della popolazione, insieme ad anni di malagestione e corruzione, hanno portato le autorità a presentare la più grande istanza di fallimento municipale (il cosiddetto “Chapter 9”) nella storia degli Stati Uniti d’America.

“Quando mi sono insediato, più di quattro anni fa, ho trovato una Detroit in crisi finanziaria”, ha detto il sindaco David Bing. “Abbiamo cercato di trovare delle soluzioni per questa situazione, in questi quattro anni. Ma è stato molto, molto difficile”.

Non ce l’ha fatta il commissario straordinario Kevyin Orr, nominato a marzo dal governatore del Michigan per affrontare un buco da 18 miliardi e mezzo di dollari.

Dopo l’ennesimo “no” dei creditori, tra cui i due maggiori fondi pensione della città, ha dovuto chiedere la procedura di amministrazione controllata.

“Per quanto riguarda la fornitura di servizi e la conduzione delle regolari attività della città, le cose seguiranno il loro corso ordinario”, ha detto Orr. “I servizi rimarranno aperti, le buste paga saranno distribuite e le fatture saranno pagate. Non cambierà nulla dal punto di vista dei cittadini”.

Grande preoccupazione è stata espressa dai portavoci della Casa Bianca, mentre General Motors, uno dei tre grandi produttori di automobili di casa a Detroit insieme a Ford e Chrysler, esprime la speranza che la città possa ora voltare pagina.

Se approvata, la procedura darà la possibilità al Comune di liquidare attività per far fronte ai creditori.