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Rivolta per Navalny a Mosca, Procura costretta a chiedere libertà condizionata

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Rivolta per Navalny a Mosca, Procura costretta a chiedere libertà condizionata

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La condanna a 5 anni di reclusione contro Alexei Navalny riaccende le proteste anti Puntin in Russia e costringe la Procura a chiederne la libertà condizionata.

Per l’opposizione si tratta di una manovra per netraulizzare il più temibile avversario politico del Cremlino.

“Siamo nella totale illegalità, questa sentenza è il risultato di un ordine politico proveniente da molto in alto – sostiene un sostenitore di Navalny – Siamo tutti qui perché abbiamo capito che senza una reazione prima o poi potrebbe capitare a chiunque di noi”.

Sarebbero circa 60 a Mosca e oltre 70 a San Pietroburgo i manifestanti arrestati dalle forze dell’ordine. Ma manca una conferma ufficiale.

La valanga di critiche ha spinto la Procura a chiedere al tribunale di Kirov che il leader d’opposizione sia rimesso in libertà fino a quando la sentenza non passerà in giudicato.

Il blogger, divenuto la guida delle folle scese in piazza contro Putin negli ultimi due anni, è stato condannato per appropriazione indebita ed è quindi escluso dai giochi: non potrà candidarsi alle elezioni per il sindaco di Mosca a settembre e non potrà puntare al Cremlino.

“Contiamo molto sul vostro sostegno – ha detto la moglie di Navalny, Yulia, subito dopo la sentenza – La cosa più importante da fare ora è quella di continuare il nostro lavoro e di mostrare la nostra solidarietà con a Pyotr Ofitserov e Alexei. Noi vinceremo e vi prego di credere che il futuro sarà meraviglioso”.

Amnesty International parla di processo farsa e la Casa Bianca – che in questi giorni è impegnata in un braccio di ferro con Mosca sul caso Snowden – ne richiede il rilascio.

La richiesta di libertà condizionata sarà esaminata questo venerdì.