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Interpol dichiara guerra alla contraffazione, oltre 6 mila arresti

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Interpol dichiara guerra alla contraffazione, oltre 6 mila arresti

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Shampoo dalla Cina, sigarette dalla Turchia, alcol dal Chile. Tutti prodotti rigorosamente falsi.

L’interpol ha arrestato oltre 6mila persone in una delle operazioni anti-contraffazione più vaste della storia.

“Nel corso degli anni il mercato della contraffazione è esploso – spiega Michael Ellis, capo dell’unità anti-falsificazione dell’Interpol – A mio avviso, oggi è una delle attività criminali tra quelle in più rapida espansione. È il risultato dei progressi tecnologici. È il risultato dell’abilità di fare soldi di queste bande criminali”.

Organizzazioni talmente grandi da diversificare le attività in vari Paesi e arrivare a produrre quasi trenta milioni di prodotti imitati e spesso dannosi per la salute.

Il mercato asiatico è un vaso di pandora dalle dimensioni indefinibili e solo negli ultimi mesi le polizie nazionali hanno avviato collaborazioni con l’Interpol.

Quello delle sigarette è uno dei settori più fiorenti, ma anche abiti, dvd e apparecchiature elettroniche garantiscono dal Vietnam al Perù un fatturato degno di una multinazionale.

“Parlare di alcol contraffatto in Namibia per molti è un problema lontano – dice il giornalista di euronews, Paul McDowell – ma la vastità della attività criminale è tale da riuscire a far entrare queste sostanze nella grande distribuzione e trasportarle in tutto il mondo, fino al supermercato o al bar vicino casa. Ma come si fa a distingure il prodotto originale da quello contraffatto?”

“Sono finiti i giorni in cui la contraffazione era limitata ai beni di lusso – conclude Michael Ellis dell’Interpol – Oggi riguarda ogni cosa, come abbiamo scoperto grazie a queste operazioni”.

Unica possibilità di contrasto la collaborazione fra Paesi. Spesso quest e organizzazioni producono in una nazione, distribuiscono la merce altrove e deviano i proventi in un Paese terzo.