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Costa Concordia: l'allarme dato troppo in ritardo?

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Costa Concordia: l'allarme dato troppo in ritardo?

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Sono le 21.30 del 13 gennaio 2012. Sulla Costa Concordia un messaggio rassicurante, prima in portoghese poi in altre lingue, annuncia un problema al generatore elettrico della nave da crociera. La situazione, garantisce la voce, è sotto controllo. Ma l’annuncio sarà smentito poco dopo dai fatti. La nave, partita da Civitavecchia, ha sbattuto contro gli scogli delle Scole nei pressi dell’Isola del Giglio e inizierà a piegarsi a babordo.

L’allarme generale non verrà diffuso immediatamente ma, secondo la testimonianza di alcuni passeggeri, almeno un’ora, un’ora e mezza dopo la collisione. Sulla Costa Concordia devono essere evacuate 4229 persone, di cui 1023 membri d’equipaggio. Ma più il tempo passa più cresce il panico, come mostrano i video amatoriali.
Le scialuppe di salvataggio non bastano. Molti passeggeri si buttano in acqua, di notte, per tentare di raggiungere a nuoto la riva.

Mentre l’evacuazione è ancora in corso, il Capitano Francesco Schettino ha già abbandonato la nave. Inutile la pressante richiesta del comandante della Capitaneria di Porto di Livorno, Gregorio De Falco, che intima a più riprese a Schettino di tornare a bordo per coordinare i soccorsi.

Secondo la capitaneria, la conversazione risalirebbe all’1:46. Schettino, dalle 00.30 sarebbe già stato al sicuro su uno scoglio. E conunque non tornerà mai sulla Costa Concordia per guidare le operazioni di salvataggio che proseguiranno ininterrottamente fino alle sei del mattino.

I sopravvissuti raccontano il loro incubo: “Siamo avventurosi e buoni nuotatori – racconta un passeggero britannico – per cui non eravamo preoccupati per noi quattro, Ma c’era una famiglia francese
con un ragazzino di dieci o dodici anni. I suoi genitori sono saltati e hanno nuotato come noi”.

Domenica 15 gennaio, una coppia di sposi sud-coreani viene ritrovata sana e salva nella cabina dov’era rimasta rinchiusa per trenta ore. Altri passeggeri non avranno la stessa fortuna. In totale il naufragio è costato la vita a 32 persone, due corpi mancano ancora all’appello.