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Spagna: Barcenas conferma fondi neri del PP, Rajoy non si dimette

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Spagna: Barcenas conferma fondi neri del PP, Rajoy non si dimette

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L’ammissione davanti al giudice dell’esistenza di fondi neri del partito popolare, la richiesta di dimissioni di Mariano Rajoy, l’inflessibilità del primo ministro spagnolo: l’interrogatorio di Luis Barcenas spinge ulteriormente verso la crisi il governo di Madrid.

L’ex tesoriere del PP – in carcere da tre settimane per corruzione, frode fiscale e ricilaggio di denaro – ha confermato al giudice istruttore l’autenticità dei documenti sulla contabilità occulta pubblicati dalla stampa.

“Si tratta di un sistema assolutamente conosciuto, organizzato e perfezionato nel corso di anni dal partito popolare, per eludere in maniera sistematica la legge per il finanziamento dei partiti politici”, dice l’avvocato Enrique De Santiago, querelante e membro del partito della sinistra unita. “Questi fondi neri venivano spesi in campagna elettorale in modo costante”.

La cassa era riempita dai soldi di imprenditori, soprattutto costruttori,in cambio di appalti. Barcenas, tesoriere del PP dal 1990 al 2008, ha raccontato di aver versato 25 mila euro a testa a Rajoy e a Maria Dolores de Cospedal, numero due del partito, nel 2010.

“Ho voluto comparire davanti a voi per smentire fermamente tutte le accuse che la persona citata ha formulato contro il presidente e contro di me”, ha detto Maria Dolores de Cospedal.

Il presidente del governo ha respinto la richiesta di dimissioni arrivata dall’opposizione. Il partito socialista ha rotto tutte le relazioni con il partito popolare. “Il grande valore che possiede in questo momento il nostro Paese è la stabilità politica”, ha affermato Rajoy. “Io difenderò la stabilità politica e completerò il mandato che mi è stato assegnato dagli spagnoli”.

Il partito popolare perde credibilità tra gli spagnoli, già stremati dalla crisi e scesi di recente in strada per chiedere le dimmissioni di Rajoy.
E anche all’interno del PP – che in due anni registra un calo di consensi del 20 per cento – c‘è chi ritiene necessario un cambio di leadership.