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Preso in Messico Miguel Trevino, capo del cartello dei los Zetas

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Preso in Messico Miguel Trevino, capo del cartello dei los Zetas

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In termini di peso specifico l’arresto è paragonabile a quello di Totò Riina in Italia. Trevino era asceso ai massimi livelli di uno dei cartelli più violenti del Paese grazie alla propria spregiudicatezza. Sanguinario e traditore, per questo soprannominato “il giuda”, è stato fermato a bordo di un furgone su cui viaggiava, dai reparti speciali messicani. Non sarebbe stato sparato nemmeno un colpo. Ovvia la soddisfazione del governo messicano: “Era inseguito da sette mandati di cattura. È accusato di crimine organizzato, banda armata, crimini contro la salute, tortura, riciclaggio e contrabbando di armi militari”.

Gli Zeta gestiscono anche l’immigrazione clandestina verso gli Stati uniti. Fra i crimini più efferati ascritti a Trevino il massacro di 72 immigrati clandestini ritrovati legati e freddati con un colpo alla nuca nel 2010.