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Ocse: disoccupazione ancora alle stelle nel 2014

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Ocse: disoccupazione ancora alle stelle nel 2014

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La ripresa economica sarà anche prevista per l’anno prossimo ma per i 34 Paesi membri dell’Ocse, l’organizzazione che riunisce le nazioni sviluppate, la sfida principale del 2014 assumerà la forma di 48 milioni di disoccupati. In pratica, una nuova nazione.

A dirlo è l’ultimo rapporto sull’occupazione dell’organizzazione di Parigi, il quale prevede un’allargamento della forbice tra primi e ultimi della classe.

La percentuale di senza-lavoro dovrebbe scendere, infatti, in Germania e negli Stati Uniti. Ma la media dell’Eurozona sarà trainata al rialzo da nazioni come la Spagna e la Grecia, dove oltre una persona su quattro è in cerca di impiego.

La domanda, allora, diventa: le misure recentemente adottate dai paesi europei per risolvere il problema della disoccupazione vanno nella direzione giusta?

“Se guardiamo all’Italia, alla Spagna, al Portogallo, alla Grecia, all’Irlanda, direi di sì”, risponde il segretario generale dell’organizzazione, Ángel Gurría.

“Alcuni dei Paesi più grandi, alcuni Paesi che non conoscono crisi, forse, se la stanno prendendo un po’ più comoda”, prosegue. “Al fine di evitare di essere oggetto delle pressioni del mercato, dovrebbero quindi sbrigarsi e fare le dovute riforme”.

Anche in Italia la disoccupazione è prevista in aumento al 12,6%. Un ulteriore peggioramento dopo che, in soli cinque anni di crisi, il tasso è raddoppiato.

Vittime principali della crisi, secondo l’Ocse, sono stati i giovani sotto i 25 anni: molti hanno smesso di studiare o cercare lavoro (la categoria dei cosiddetti “Neet”) mentre chi lavora ha, in un caso su due, un contratto a tempo determinato.

“Con i tassi di disoccupazione a livelli record i governi sono stati anche costretti a ridurre le risorse allocate per la protezione dei disoccupati”, spiega il corrispondente di Euronews da Parigi Giovanni Magi. “È uno dei paradossi di una crisi i cui effetti sono ancora destinati a durare per molto tempo”.