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Islanda-UE: la guerra dello sgombro rallenta l'adesione

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Islanda-UE: la guerra dello sgombro rallenta l'adesione

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E’ gelo tra Islanda e Unione europea. Il nuovo governo islandese ha annunciato un referendum per decidere se continuare o meno i negoziati per l’ingresso nell’Unione. Secondo i sondaggi la maggior parte degli islandesi sono ora contrari all’adesione.

Nella sua prima visita a Bruxelles il premier islandese Sigmundur Davíð Gunnlaugsson ha dichiarato che non è stata ancora decisa ufficialemente una data per il referendum, ma la relazione sull’adesione arriverà al Parlamento islandese in autunno e dopo il dibattito parlamentare il governo deciderà.

E mentre Reykjavík temporeggia, Bruxelles minaccia sanzioni commerciali nella cosidetta guerra dello sgombro. Per riprendersi dalla crisi, l’Islanda ha incrementato notevolmente la pesca, e vorrebbe arrivare quest’anno a razzolare oltre il 50% delle quote di sgombri nel nord est dell’Atlantico.

Inaccettabile secondo il Presidente della Commissione europea José Manuel Barroso: “Vogliamo una pesca sostenibile e crediamo che le riserve di sgombri siano in pericolo. La Commissione europea valuterà tutte le misure per trovare una soluzione equilibrata. Vogliamo un accordo, quindi siamo contrari a qualsiasi azione unilaterale dei nostri partner”

L’Islanda busso’ alle porte dell’Europa nel 2009, a causa della profonda crisi finanziaria che porto’ alla chiusura di tre banche. Ma grazie alla svalutazione ha rilanciato esportazioni e crescita, ed ora la prospettiva europea è meno interessante. L’Islanda teme eccessivi vincoli nel settore della pesca che rappresenta oltre il 40% delle esportazioni islandesi.