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Makhmalbaf giardiniere della religione globale

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Makhmalbaf giardiniere della religione globale

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Il regista iraniano Mohsen Makhmalbaf ha presentato il suo ultimo film documentario “The Gardener” al Festival di Gerusalemme.

La pellicola parla di fede e di religione e mette in scena lo scontro generazionale in atto in Iran riguardo agli effetti del culto sulla società:

“Molti dei nostri giovani pensano che la religione abbia distrutto il Medio Oriente. Ed io cerco di dare il punto di vista delle persone della mia età, perché alcuni sono ancora credenti. Cerco di mettere in luce certi aspetti di un’altra religione, che per me è una delle religioni più pacifiche”.

Machmalbaf pubblicizza la religione Baha’i. Nato in Iran nell’alveo dello sciismo, il Baha’i ambisce a diventare una sorta di religione globale che fonderebbe tutti i monoteismi in un unico culto. Il film di Makhmalbaf è girato in parte in una delle sue sedi più note, a Haifa, e in parte nella città vecchia di Gerusalemme.

Makhmalbaf mette in gioco la sua celebrità internazionale anche per sostenere l’opposizione iraniana. Precedentemente aveva già fatto campagna contro l’ex presidente Mahmud Ahmadinejad e si era espresso a favore del cosiddetto movimento verde, in occasone delle elezioni presidenziali del 2009. Oggi si considera ancora un dissidente e sull’attuale situazione in Iran dice:

“Dopo i 33 anni di regime che abbiamo avuto, credo ci sia un vera volontà di democrazia nel paese. Il problema dell’Iran è che l’America e gli europei non sono pronti per la nostra democrazia. Pensano solo al pericolo della bomba atomica. Ma se potesse avere un governo democratico, l’Iran non vorrebbero costruire la bomba.”

Al Festival del cinema di Gerusalemme Makhmalbaf ha ottenuto un premio speciale e sono stati proiettate alcune delle sue opere più emblematiche, come ‘Kandahar’ e ‘Salaam Cinema’ oltre a ‘The Gardener’, che è stato accolto calorosamente dal pubblico:

“È uno dei film più squisiti che ho visto in negli ultimi tempi. Penso rispecchi lo spirito del regista, che è impregnato di fede e pacifismo”.

“È un film meraviglioso, molto poetico, che denota un grande spirito di osservazione, ma penso che il significato della presenza del regista qui vada al di là di questa proiezione. Secondo me è una persona davvero coraggiosa”.

‘The Gardner’ ha già vinto l’Aleph d’Oro per il documentario al Festival Internazionale del Cinema di Beirut nel 2012. La critica lo ha salutato come uno dei migliori film iraniani usciti negli ultimi 12 mesi.