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Russia: Magnitsky condannato post-mortem


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Russia: Magnitsky condannato post-mortem

Per lui è arrivato un verdetto di colpevolezza, anche se Sergei Magnitsky non è più in vita. È stato emesso da una corte a Mosca e rappresenta il primo caso nella storia russa e sovietica.

La vicenda di questo avvocato ha scandalizzato la comunità internazionale. Magnitsky denunciò alcuni funzionari russi per appropriazione indebita di fondi statali. Poco tempo dopo venne egli stesso accusato di frode fiscale e incarcerato preventivamente. Dopo un anno venne trovato morto nella sua cella. Secondo i familiari e suoi sostenitori fu torturato e non gli vennero date le cure mediche di cui aveva bisogno.

I giudici hanno condannato a nove anni anche l’ex capo di Magnitsky William Browder, amministratore delegato del fondo di investimenti Hermitage Capital, che in un comunicato ha definito il processo “una farsa, che conferma come Vladimir Putin sia disposto a sacrificare la sua credibilità internazionale per proteggere dei funzionari corrotti, che uccisero un avvocato innocente e rubarono 230 milioni di dollari allo Stato russo”.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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