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Portogallo a rischio, l'ipotesi governo di larghe intese

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Portogallo a rischio, l'ipotesi governo di larghe intese

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Ci mancava solo la grande coalizione. Pioggia di critiche in Portogallo all’indomani del discorso di Aníbal Cavaco Silva.

Il Presidente della Repubblica ha spiazzato tutti, chiedendo al governo di centrodestra di includere l’opposizione socialista e di portare avanti l’austerity fino all’uscita dal programma di salvataggio della troika l’anno prossimo. A questa seguiranno nuove elezioni politiche.

L’ipotesi non è piaciuta alla borsa di Lisbona che avrebbero preferito un semplice rimpasto dell’attuale esecutivo.

“La turbolenza non è positiva – commenta Rui Bàrbara di Carregosa Bank – la principale ipotesi sul tavolo è la continuazione degli accordi con la troika”.

In rosso di oltre un punto i listini portoghesi, mentre tra i mercati, quelli in carne e ossa, questa volta, la gente dubita della capacità dei politici di trovare una soluzione condivisa. Il Paese strozzato dai tagli, intanto, attraversa la peggior recessione dagli anni settanta.

“Non abbiamo politici che siano all’altezza della situazione”, sostiene una cliente. “Il problema – aggiunge – è che non abbiamo politici per governare il Paese come dovrebbe essere governato. Sacrificano sempre per prima la gente comune. Loro, però, non si sacrificano mai”.

Il tempo, intanto, stringe. Lunedì prossimo torneranno gli ispettori della Troika (Fmi, Bce e Commissione europea).

La crisi politica ha di colpo allontanato le speranze del Paese di riguadagnare pieno accesso sui mercati del debito. In caso di fallimento, già si parla di un secondo salvataggio e, peggio, di ristrutturazione del debito sul modello greco.