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Jean Claude Juncker, il leader troppo europeista

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Jean Claude Juncker, il leader troppo europeista

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Diciotto anni a capo del Lussemburgo e otto alla Presidenza dell’Eurogruppo. Oltre all’accusa di non aver sorvegliato abbastanza i servizi segreti, a Juncker si rimprovera anche di aver preferito gli interessi europei a quelli nazionali.

“E’ innegabile l’influenza formale e informale, che ha avuto Juncker a livello europeo” racconta ai microfoni di Euronews Pascal Dewitt:” Ha fatto molto più di altri altri primi ministri, Si è davvero occupato degli affari europei. Bisogna anche dire che essere Primo Ministro di un piccolo paese, per quanto importante, non equivale a essere il Presidente di un paese come la Francia o a essere il cancelliere tedesco”.

“Esser stato a capo dell’Eurogruoppo ha rubato tempo a Juncker” ammette l’eurodeputata lussemburghese Astrid Lulling “ma è stato rassicurante vedere come si è preso cura dell’Eurogruppo e dell’euro, che è anche la nostra moneta. Era prioritario salvare l’euro, anche per il Lussemburgo”.

Abbandonato il sogno di diventare presidente dell’Unione europea nel 20009 a causa dell’opposizione di Merkel e Sarkozy, Juncker oggi lotta per mantenere almeno la guida del Granducato.