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Il mondo ricorda Srebrenica. Su Karadzic seconda accusa di genocidio

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Il mondo ricorda Srebrenica. Su Karadzic seconda accusa di genocidio

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Nel giorno in cui si commemora il massacro di Srebrenica, il tribunale per i crimini nella ex Jugoslavia reintroduce l’accusa di genocidio per l’ex leader politico dei serbi di Bosnia Radovan Karadzic.

Srebrenica era un’enclave musulmana protetta dai caschi blu dell’Onu, quando l’11 luglio 1995 fu occupata dalle forze serbo-bosniache. I soldati di Karadzic spinsero via i caschi blu olandesi dall’area di sicurezza” in cui migliaia di musulmani dei villaggi vicini erano accorsi per chiedere protezione. Poi caricarono migliaia di maschi adulti e ragazzi e bambini su camion, li portarono via, li uccisero e gettarono i loro corpi in fosse comuni. Nel memoriale di Potocari sono stati già sepolti 5.657 corpi.

“È durissima andare avanti. Non so come facciano gli altri, so solo che è durissima”, dice una donna.

Alla cerimonia erano presenti anche ex caschi blu di quel contingente olandese che non intervenne per fermare il massacro. “Abbiamo collaborato al recupero dei corpi. Sapevamo dov’erano stati sepolti nel 1995. Era l’unica cosa che potevamo fare”, dice un ex membro di quel contingente.

Con il nuovo capo d’accusa Karadzic Radovan, ex capo politico dei serbi di Bosnia dovrà così rispondere di genocidio sia per Srebrenica che per l’uccisione di musulmani croati e bosniaci in altre sette località della Bosnia.