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Stati Uniti: continua la campagna di Michelle Obama contro l’obesità infantile

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Stati Uniti: continua la campagna di Michelle Obama contro l’obesità infantile

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Obesità non fa rima con salute. Negli Stati Uniti il problema è diventato talmente grave da essere al primo posto nella classifica delle malattie della sanità pubblica.
Secondo recenti studi, piú del 35% degli adulti del paese è affetto da obesità. Se il trend non cambierà, nel 2030 il fenomeno riguarderà il 50% della popolazione.

Un problema sociale che la presidenza Obama,con la first lady Michelle in prima linea, sta cercando di affrontare.

“Andate avanti cosí ragazzi – dice il presidente Obama – state dando il buon esempio a tutto il paese: mangiando bene, facendo sport e cercando di sfruttare la vita all’aria aperta”.

La sfida è quindi introdurre un cambiamento delle abitudini alimentari dei piccoli, per una vita piú salutare. Una crociata che ha il sapore di una corsa contro il tempo in un paese, che rischia di vedere le prossime generazioni colpite da una serie di malattie croniche.

“Se non affrontiamo a livello nazionale i rischi dell’ obesità infantile – spiega la dottoressa Andrea Hulse-Johnson – andremo incontro all’aumento delle malattie croniche tra cui il diabete, l’ipertensione e le malattie cardiache. Il quadro nel paese à chiaro.
Se la malattia cronica si manifesta da giovani, induce non solo all’uso di farmaci per molto tempo sotto il controllo dei medici, ma diminuisce gli anni di vita”.

Un’ulteriore minaccia causata dal fenomeno dell’obesità sono le ripercussioni sui costi della sanità, ora pari a 48 miliardi di dollari l’anno.

“Gli esperti suonano un campanello d’allarme. Tra i bambini americani, in una sola generazione il tasso di obesità è triplicato. Questo può portare ad un picco i già elevati costi dell’ assistenza sanitaria, mettendo a rischio il futuro del paese. Da Washington, Stefan Grobe, euronews”.