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Incontro con Maceo Parker, leggenda del funk

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Incontro con Maceo Parker, leggenda del funk

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Un momento magico per il festival Gnaoua di Essauira, in Marocco, il concerto del sassofonista funky Maceo Parker.

Parker ha imposto il suo stile negli anni Sessanta, dapprima con James Brown, di cui si può dire che fu l’ispiratore musicale e poi, nel decennio successivo, con il Parliament Funkadelic di George Clinton. Cinquant’anni sul palco e sempre la stessa energia, deve avere un segreto:

“Ho accettato il fatto che sono quello che sono e faccio quello che faccio e mi piace essere chi sono e fare quello che faccio. La mia energia nasce da questo stato d’animo e dal fatto che il pubblico mi apprezza. Basta agggiustarsi i pantaloni, e andare là fuori sul palco. L’energia proviene da questo, dal tanto amore che ricevo dalla gente e dal tanto amore che do in cambio”.

Parker è solista di spicco in molte delle migliori registrazioni di James Brown. Solo dall’inizio degli anni ’90 ha cominaciato ad andare in tournée con una band che porta il suo nome.

“Dio mi ha dato la capacità di sentire e di suonare quello che secondo me è funk. È per questo che attiro altri musicisti funk, che suonano nel mio gruppo. Hanno la mia stessa idea della musica in testa. È divertente suonare iL funk, il funk è divertente!”

Nello slang afroamericano, la parola funk può significare sexy, sporco ma anche autentico. Nato dalle radici del blues, il funk impone uno stile libero da sofisticazioni, con riff ripetitivi e con un ritmo incalzante, fatta per il ballo. Il nostro inviato Wolfgang Spindler è ben intenzionato a farsi insegnare qualche passo. Maceo ci prova:

“Rido perché non ho più 45-50 anni. Ne ho 20 di più di 50. Ma comunque…quando si sente il ritmo nella testa, si può fare qualsiasi cosa”.

Maceo Parker è uno dei pochi superstiti fra i pionieri del funk e continua a fare man bassa di premi. Quest’estate è ospite di numerosi festival jazz in giro per l’Europa.