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Cina, a sorpresa cala l'export. L'ombra del rallentamento economico

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Cina, a sorpresa cala l'export. L'ombra del rallentamento economico

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Giugno è stato un mese calmo nella baia di Shanghai. A sorpresa la Cina registra un calo nelle esportazioni: -3,1%, la prima frenata della tigre asiatica da gennaio dello scorso anno.

Completamente “fuori rotta” le previsioni, che parlavano addirittura di un aumento del 4%. L’economia globale ha il vento contrario e, spiegano gli analisti, è difficile vendere al di fuori dei propri confini quando il resto del mondo è in crisi.

“Non mi sorprende e credo che ci potrebbe essere un ulteriore rallentamento nei prossimi mesi”, dice Peter McGuire di Baxter. “Prima o poi doveva succedere – conclude -: abbiamo avuto una crescita enorme per molti anni e oggi ci accorgiamo che non può andare avanti all’infinito”.

Il dato pone un bel dilemma per il premier Li Keqiang. Che l’obiettivo dei nuovi vertici cinesi fosse una crescita più bassa ma anche più stabile si sapeva. Ora, però, potrebbe essere in pericolo persino quel +7,5% messo in conto dal governo e lunedì, con i dati del Pil per il secondo trimestre, scopriremo la soglia di tolleranza di Pechino al rallentamento.

Gli esportatori, dal canto loro, stringono i denti. Presto potrebbe arrivare dei licenziamenti, complice anche l’aumento del costo del lavoro. Ma il vero allarme è per il rafforzamento dello yuan, la valuta cinese, che continua a rosicchiare i loro profitti.