ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Barcenas, l'uomo che sta facendo tremare il governo Rajoy

Lettura in corso:

Barcenas, l'uomo che sta facendo tremare il governo Rajoy

Dimensioni di testo Aa Aa

Sempre dietro le quinte, eppure uno dei più potenti e ricchi dirigenti di partito della Spagna.
Luis Barcenas, per vent’anni tesoriere del partito conservatore, conosce segreti in grado di far tremare il governo di Rajoy. Segreti che piano piano stanno venendo fuori.

E’ in gennaio che tutto comincia a scricchiolare: il quotidiano El Pais pubblica le fotocopie di documenti che dimostrerebbero un sistema di tangenti e finanziamenti illegali nel partito, che riceveva donazioni da parte di imprenditori in cambio di appalti. E ancora, pagamenti in nero a ministri e dirigenti, tutto segnato accuratamente: la scrittura sembra quella di Barcenas. Ma lui nega.

E nega anche tutto il partito popolare. Parlava così a gennaio la segretaria generale Maria Dolores de Cospedal: “La contabilità del partito è una sola, chiara, trasparente e sotto il controllo della Corte dei Conti”.

Ma la reazione degli spagnoli non tardò ad arrivare: manifestazioni di protesta di fronte alla sede del partito di Rajoy, chiedevano a gran voce le sue dimissioni. Sì perchè fra i beneficiari dei pagamenti in nero, fra coloro che avrebbero accettato le bustarelle, ci sarebbe proprio il Primo ministro, accusato di aver intascato circa 25.000 euro quando era ministro del governo di Aznar.

Ma anche Rajoy ha sempre negato: “E’ falso, totalmente falso, non ho mai ricevuto denaro in nero nè nel partito nè altrove”.

Ma a chiedere le dimissioni di Rajoy è soprattutto il partito socialista d’opposizione che spinge il primo ministro a riferire d’urgenza in Parlamento sulle accuse di finanziamenti illeciti al suo partito.

“Ho chiesto al primo ministro di lasciare il posto a un altro – dice Alberto Perey Rubalcaba. Ritengo che sia anche la maggioranza degli spagnoli a chiederlo”.

E’ il 27 giugno che lo scandalo prende una nuova piega: l’ex tesoriere Barcenas viene arrestato con l’accusa di riciclaggio e frode fiscale nell’ambito di un’altra inchiesta. Il giorno prima rilascia un’intervista a El Mundo in cui rivela di essere in possesso di documenti che farebbero cadere il governo Rajoy. E così è: il quotidiano ha pubblicato martedì le carte originali dei pagamenti in nero ai vertici del partito. Barcenas ora ammette che quella è la sua scrittura.