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Grecia, "sì" condizionato agli aiuti. Il nodo dell'Iva

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Grecia, "sì" condizionato agli aiuti. Il nodo dell'Iva

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Giornata di protesta ad Atene. I dipendenti pubblici greci sono scesi in strada ancora un volta per manifestare contro il programma di mobilità richiesto dalla Troika di creditori internazionali (Commissione europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale).

Gli esuberi sono uno dei punti rimasti in sospeso nei negoziati, nonostante il via libera di lunedì notte alla nuova tranche di aiuti da parte dell’Eurogruppo.

Un via libera, non a caso, zeppo di condizioni e clausole: la prima rata del pagamento sarà di soli 2 miliardi e mezzo di euro e arriverà soltanto se le riforme concordate saranno approvate entro il 19 luglio.

“Credo che si tratti di un accordo di compromesso”, spiega Jane Foley, analista di Rabobank. “Riceveranno i soldi, certo, ma saranno somministrati loro praticamente ‘goccia a goccia’. Questo eviterà, se tutto va bene, un’escalation della crisi. Ma significa anche che i greci continueranno a ricevere pressioni molto forti per proseguire sul cammino delle riforme”.

Il governo ellenico è ancora in ritardo su numerosi punti del programma: le privatizzazioni, il taglio delle buste paga, la riforma fiscale e riduzione della spesa sanitaria.

Tra tante bastonate, l’Eurogruppo ha voluto, però, includere anche una “carota”: a condizione che riesca a trovare le necessarie coperture, circa 100 milioni di euro, ad Atene sarà permesso di abbassare l’Iva.

L’imposta sugli alimentari venduti in supermercati, hotel e ristoranti potrebbe così scendere dal 23% al 13% entro il primo agosto 2013.

Una ventata di speranza per il governo, che punta sulla stagione turistica per rilanciare un Paese in recessione da sei anni e con un tasso di disoccupazione giovanile quasi al 60%.