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L'America Latina pronta ad accogliere Snowden

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L'America Latina pronta ad accogliere Snowden

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America Latina unita contro Stati Uniti ed Europa sul caso Snowden. I capi di Stato di Venezuela, Argentina, Uruguay e Suriname si sono riuniti in Bolivia, per sostenere il loro omologo Evo Morales e esprimere dissenso contro la chiusura dello spazio aereo europeo al presidente boliviano, sospettato di aver offerto un passaggio alla “talpa” del datagate.

Un episodio su cui la presidente argentina Cristina Fernandez ha ironizzato dicendo: “Queste nazioni sviluppate investono tanti soldi nella loro intelligence e negli apparati di sicurezza, e alla fine ricevono informazioni sbagliate dai loro agenti, su una persona che pure poteva esercitare il suo diritto d’asilo”.

Nel frattempo Edward Snowden ha iniziato la sua terza settimana nella zona franca dell’aeroporto Sheremetyevo di Mosca, dove è arrivato il 23 giugno scorso da Hong Kong. Il Venezuela si è dichiarato pronto ad accoglierlo, con il sostegno di Cuba.

Molti si chiedono come farà a lasciare la Russia. Poiché non vi sono voli diretti da Mosca a Caracas, Snowden dovrebbe fare uno scalo obbligatorio a L’Avana. Ma come fare a non essere intercettato dagli Stati Uniti?

La scorsa settimana l’aereo di Morales, di ritorno da Mosca, era stato costretto ad uno scalo a Vienna. Dopo un’attesa di 13 ore e le verifiche sulla presenza di Snowden a bordo, il presidente boliviano era riuscito a ripartire.

Morales ha accusato l’Europa di aver agito su richiesta degli Stati Uniti: “Non ci sono spiegazioni sul perché non mi è stato permesso di sorvolare Francia, Portogallo, Italia e Spagna” ha detto ai giornalisti.

L’incidente diplomatico ha destato scandalo in America Latina, c‘è chi ha parlato di “sequestro” ingiustificato del presidente boliviano.

A La Paz centinaia di persone hanno manifestato bruciando bandiere europee e americane.