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Le creme solari ad alta protezione sarebbero inaffidabili

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Le creme solari ad alta protezione sarebbero inaffidabili

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Le creme solari per bambini non sarebbero affidabili. Lo rivela un’inchiesta della rivista dell’Istituto nazionale francese per il consumo, specializzata nell’analisi dei prodotti. Su 10 marche sottoposte a test da ’60 millions de consommateurs’ 6 proteggerebbero meno di quanto indicato sulla confezione.

Eppure i consumatori si fidano:

“Dicono che l’indice è 50 – nota una mamma – deve essere 50, altrimenti a chi dare retta?”

Il problema è la natura dei filtri solari. I filtri minerali non provocano allergie, quindi sono privilegiati per i prodotti per l’infanzia, ma sono anche meno efficaci. Per camuffarne le pecche, le industrie aggiungerebbero degli anti-infiammatori, una pratica pericolosa, come spiega il capo redattore di ’60 millions de consommateurs’ Thomas Laurenceau:

“Con l’antiinfiammatorio la pelle non si arrossa e dunque ci si crede protetti, in realtà non è così, ma il segnale d’allerta è bloccato”.

Per i loro test, gli esperti della rivista hanno spalmato di crema una lastra di plexiglass, che non reagisce agli antiinfiammatori, misurando poi la quantità di raggi nocivi lasciati passare dal supporto. Proprio questo tipo di verifica ha permesso di smascherare le case produttrici. Per testare l’indice di una crema solare, infatti, normalmente viene misurato il tempo trascorso fra l’uso del prodotto e l’apparire dei primi segni di colpo di sole su dei volontari.

Gli anti-infiammatori, quindi, consentirebbero di aumentare l’indice di protezione dichiarato di un prodotto. In realtà il prodotto in questione ritarderebbe semplicemente l’apparire degli effetti del sole.

Una conclusione inquietante, soprattutto per i più piccoli. Per proteggere la loro pelle sensibile, l’unica arma davvero efficace resta quella di coprirli durante l’esposizione ed evitare gli orari a rischio.