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Grecia: il teatro contro la xenofobia

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Grecia: il teatro contro la xenofobia

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Il teatro come arma per combattere l’odio e il pregiudizio. Succede ad Atene, dove la compagnia Vice Versa, mette in scena uno spettacolo per promuovere la convivenza tra greci e immigrati.

‘Così è la vita’ racconta storie di clandestinità e persecuzione. Attori greci recitano insieme a persone provenienti dai quattro angoli del mondo:

Bakhar Hussein Al Bakhar, 28 anni, viene dalla Siria:

“La Grecia non è la mia patria, ma è il mio secondo paese. Avere due paesi è una ricchezza. Ma uno è considerato davvero una persona solo se ha i documenti in regola. Se avessi una carta d’identità potrei viaggiare, sarei come tutti gli altri”.

Elias Kiama Tzogonas viene dall’Africa:

“Mi sono reso conto che anche se c‘è un piccolo gruppo di persone che non ci vuole qui, che ci odia, ce n‘è un altro, molto più grande, che è stato la mia vita, la mia famiglia, il mio villaggio.”

Per la regista Aggeliki Girginoudi, lo spettacolo è lo strumento di una politica di resistenza:

“Vogliamo tirare su il sipario e vogliamo che gli spettatori vedano, attraverso le nostre storie, le loro stesse vite. Alla fine vorremmo che sentissero che siamo tutti parte di una sola anima in questo universo, e dovremmo rispettarci l’un l’altro. Non esistono anime illegali o anime clandestine.”

Il funzionamento del gruppo teatrale si basa sul volontariato: volontari sono anche i costumisti, gli scenografi e i macchinisti. Il pubblico non paga, ma la maggior parte degli spettatori lascia un’offerta al termine della rappresentazione.