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Egitto: bloccati i negoziati per un governo di transizione

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Egitto: bloccati i negoziati per un governo di transizione

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All’indomani della destituzione del presidente Mohamed Morsi, l’esercito aveva promesso una transizione pacifica verso nuove elezioni presidenziali e parlamentari.

A giurare come capo di stato ad interim era stato l’ex presidente della Corte costituzionale Adly Mansour.

Una nomina illegittima secondo i Fratelli Musulmani, che parlano di usurpazione e continuano a confermare che non parteciperanno ad alcun negoziato. Uno dei loro leader, Mohamed al-Baltagy, dichiara: “Non ci sarà alcun dialogo se non si porrà fine a questo golpe e a tutti i suoi effetti, e se non verrà rilasciato il presidente, che è stato sequestrato e deve tornare al suo posto. Solo allora potremo discutere su come uscire dalla crisi”.

Sabato sui media di tutto il mondo era rimbalzata la notizia che il premio Nobel Mohamed el-Baradei era pronto a diventare primo ministro ad interim dell’Egitto.

Domenica era arrivata la smentita ufficiale. Un portavoce del presidente aveva annunciato che non era stato fatto alcun nome, che le discussioni erano ancora in corso e tutte le forze politiche erano invitate a concorrere alla scelta.

Il massacro da parte dell’esercito di decine di militanti pro-Morsi davanti alla sede della Guardia repubblicana a Il Cairo, rende ora più difficile l’uscita dall’impasse. Il partito islamico al Nour, che pure aveva appoggiato il golpe, ha annunciato il suo ritiro dai negoziati.