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Egitto: no dei partiti islamici a El Baradei premier

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Egitto: no dei partiti islamici a El Baradei premier

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La nomina, poi la smentita. Il nome di Mohamed El Baradei, l’ex capo dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, praticamente annunciato ufficialmente come nuovo premier dell’Egitto, torna in discussione nella notte.

La presidenza del Cairo – dopo il no dei movimenti islamici – spiega che “ci sono varie opzioni” sul nome del primo ministro ad interim.

“Siamo in una fase in cui non possono essere ammessi ricatti e pressioni – dice il portavoce del Presidente Ahmed Mossallamany – La scelta è stata fatta in base alla professionalità, perché siamo alla ricerca di un governo di crisi che sia in grado di superare le attuali circostanze”.

Al Cairo l’esercito tiene sotto controllo le due anime del Paese, ma la tensione resta altissima in tutto l’Egitto. Nel Sinai, sempre più una polveriera incontrollata, dopo l’uccisione di sei poliziotti, un gruppo di uomini armati ha freddato un sacerdote copto.

“La proteste non devono degenerare in violenza – sostiene un abitante del Cairo – Sappiamo tutti che Morsi ha ottenuto il 51% dei voti alle elezioni, ed è chiaro che il 49% delle persone è contro di lui. È un dato di fatto che deve spingere a trovare un accordo per andare avanti. In caso contrario, il Paese non si riprenderà”.

La procura del Cairo ha formalmente accusato di incitamento alla violenza tre dei massimi esponenti dei Fratelli musulmani e ad elevare ulteriormente la tensione, arriva l’annuncio della formazione di un nuovo gruppo jihadista che minaccia di imporre la sharia con le armi.