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Grecia-Troika, negoziati a oltranza. Il nodo dei licenziamenti

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Grecia-Troika, negoziati a oltranza. Il nodo dei licenziamenti

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Il tempo è quasi scaduto per la Grecia e alla Commissione europea non resta che confermare l’indiscrezione circolata negli ultimi giorni: la prossima tranche di aiuti da 8 miliardi di euro potrebbe essere spezzata in più pagamenti.

L’ammissione arriva per voce del commissario Olli Rehn quando ormai mancano pochi giorni al vertice dell’Eurogruppo di lunedì che si pronuncerà a riguardo.

Per tutta la settimana sono proseguiti in maniera febbrile gli incontri tra il governo greco e i rappresentanti della Troika.

Il Paese ha un assoluto bisogno dei prestiti, con oltre 2 miliardi di euro di titoli di Stato che quest’estate giungeranno a maturazione.

Ma prima deve affrontare un ultimo, apparentemente irrisolvibile problema: quello dei 15 mila esuberi nel settore pubblico richiesti dai creditori internazionali entro il 2014.

“Andiamo a letto come impiegati del comune e ci risvegliamo senza lavoro”, spiega il sindacalista Themis Balasopulos.

“Questa è la logica della Troika e del governo – prosegue – la morte improvvisa dei lavoratori. Solo perché non riescono a far quadrare i numeri, porteranno le famiglie alla povertà e i lavoratori all a disoccupazione.”

Il suo destino, come quello degli altri 3.500 vigili urbani scesi in piazza questo venerdì, sarà deciso nei vertici ancora in corso al ministero per le Riforme nella Pubblica Amministrazione.

Insieme a 7.500 insegnanti, questi dipendenti pubblici dovrebbero entrare in uno schema di mobilità che prevede il 75% della busta paga, per poi essere trasferiti di sede o, nel peggiore dei casi, lasciati a casa.