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Parigi alta moda. La metamorfosi di Dior

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Parigi alta moda. La metamorfosi di Dior

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A Parigi, Raf Simons sfonda i muri della maison Christian Dior per trasportare la venerabile inquilina di Avenue Montaigne in un viaggio emozionante verso i quattro angoli del globo. Un viaggio che parte dalla purezza dell’Asia, per approdare all’audacia delle Americhe, passando per l’Africa, con le strisce luminose dei Masai.

Da poco più di un anno direttore creativo di Dior, Simons ha trovato il coraggio di lasciarsi alle spalle oltre settant’anni di alta moda rigidamente codificata, arrischiandosi a un’interpretazione più personale. Parola d’ordine: modernizzare.

Giambattista Valli si presenta per la quinta volta sul palcoscenico dell’alta moda parigina.

Audace, fresca, femminile, la sua è una collezione dai colori tenui, con qualche spruzzata di rosso, blu, lilla e giallo. Sulle gonne, frequente l’aggiunta di volants tagliati in sbieco, che danno ai modelli un aspetto danzante, intensificato anche dalla sovrapposizione delle trasparenze.

Molti anche i ricami floreali. I fiori sono fra le decorazioni feticcio di Valli, che ogni volta li interpreta in modo diverso.

Altra atmosfera sulla passerella della creatrice olandese Iris Van Herpen. Van herpen ha fatto sfilare le sue modelle al Palais de la Découverte, un modo per sottolineare che il suo lavoro tende a integrare le novità tecniche all’alta moda. Le scarpe, ad esempio, sono prodotte sfruttando la stampa tridimensionale e il tessuto è tagliato al laser.

Ne nasce un guardaroba avveniristico ma anche vicino all’animalità, in cui agli abiti si sovrappongono strutture che sembrano esoscheletri di metallo o di piume. Mentre altre silouhettes ricordano le scarificazioni rituali del corpo.