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Notte di violenze in Egitto, oggi scade l'ultimatum dell'esercito a Morsi

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Notte di violenze in Egitto, oggi scade l'ultimatum dell'esercito a Morsi

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E’ stata una notte di scontri in Egitto, dove quella di oggi potrebbe essere una giornata storica. Il presidente Mohamed Morsi potrebbe infatti essere rimosso dall’esercito. Una ventina di persone sono rimaste uccise, in gran parte all’università del Cairo, dove si erano riuniti migliaia di sostenitori del capo dello Stato.

In un discorso televisivo, Morsi ha detto che proteggerà con la vita la propria legittimità costituzionale. Oggi il partito Libertà e Giustizia, espressione politica dei Fratelli Musulmani, aggiunge che di fronte ai militari il popolo non resterà fermo. Le forze armate – attraverso il capo Abdel Fatah Al Sisi – hanno risposto a Morsi, dicendo essere pronte a versare il sangue per proteggere l’Egitto.

Gli oppositori, a Piazza Tahrir, aspettano la scadenza dell’ultimatum dell’esercito, prevista per oggi pomeriggio. L’Unione Europea ha invitato a rispettare il principio della protesta pacifica.

“Morsi vuole uccidere la sua popolazione? Vuole fare come in Siria? Noi diciamo No a Morsi, daremo il nostro sangue fino alla fine”, dice un manifestante.
“Non ci uccideremo mai tra di noi. Resteremo tutti assieme, fino al giorno del giudizio. Dio è più grande di Morsi e di Sisi, è più grande di chiunque altro”, afferma un altro oppositore. “Se Sisi resta impassibile di fronte a scene come questa, noi moriremo e il Paese andrà in fiamme”

Secondo il giornale filogovernativo Al Ahram, l’esercito vuole deporre Morsi, se oggi non si troverà un accordo, e vuole istituire un governo di transizione per riscrivere la Costituzione e indire nuove elezioni presidenziali. I militari hanno smentito.

Mohammed Shaikhibrahim, euronews:
“La dimostrazione di potere da entrambe le parti attraverso le manifestazioni degli ultimi giorni ora si trasforma in avvenimenti sanguinosi. Gli egiziani ritengono sia l’inizio del peggio”