ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

"Morsi, vattene!" Gli egiziani contro il presidente

Lettura in corso:

"Morsi, vattene!" Gli egiziani contro il presidente

Dimensioni di testo Aa Aa

A un anno dalla sua elezione è già divorzio tra il presidente Morsi e gli egiziani. Morsi che doveva essere l’uomo del cambiamento ha deluso i suoi elettori. La situazione lasciatagli in eredità era difficile, di questo gli egiziani ne erano consci, ma il presidente, espressione del movimento dei Fratelli musulmani,aveva comunque alimentato aspettative che sono andate deluse.

Due anni dopo la rivoluzione l’economia è esangue, nelle casse dello stato restano meno di 10 miliardi di euro. La situazione economica e sociale è catastrofica, ma la critica che tutti muovono a Morsi è quella di essersi circondato di persone incompetenti.

Ahmed Maher, movimento 6 Aprile:

“È ovvio che il primo presidente, dopo la rivoluzione avrebbe avuto molto da fare, l’eredità è pesante ma dice di avere la soluzione a tutti i problemi egiziani e allora che la mostri”.

Il movimento del 6 aprile che ha fatto cadere Mubarak, oggi costituisce una parte importante del fronte anti-Morsi e sostiene a sua volta gli indignati del Movmento Tamarrod che con 22 milioni di firme hanno chiesto le dimissioni del governo.

Ma al di là delle divisioni politiche e delle restrizioni volute dai Fratelli musulmani, gli egiziani toccano con mano il deteriorarsi del proprio quotidiano giorno dopo giorno.
Ci vogliono circa 5 ore per fare il pieno di carburante. Una situazione esplosiva.

“Morsi dovrebbe dire, “non ho potuto fare quello che volevo per questo Paese e lascio a qualcun altro più capace. Non c‘è vergogna nell’ammettere i propri limiti”.

La disoccupazione è in aumento, la lira egiziana in caduta libera, l’inflazione galoppa verso le stelle. Prezzi impossibili per pane, frutta e verdura, senza contare i tagli di energia elettrica.

“Se qualcosa costava una lira egiziana, oggi ne costa 4 o 5. Guadagno 500, 600 lire al mese, dovrei comprare un chilo di frutta al mese?”.

Gli investitori stranieri preferiscono mete più sicure, mentre il turismo, motore dell’economia egiziana, arranca.

Principale risorsa del Paese, pari a un quarto delle sue entrate e pari al 12% del Pil prima della rivoluzione, il settore ha registrato un calo di un terzo nel 2011. L’instabilità scoraggia i turisti anche più avventurosi.

Prima del 2011, il turismo dava lavoro a una persona su otto.