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Mondiali 2014: il Brasile tra proteste e problemi organizzativi

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Mondiali 2014: il Brasile tra proteste e problemi organizzativi

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Il Governo l’ha sempre negato, ma i brasiliani non sono entusiasti dell’organizzazione della prossima Coppa del mondo. Anche prima della Confederations Cup, migliaia di persone erano scese in piazza per manifestare il proprio dissenso contro la spesa di 11 miliardi di euro per organizzare il Mondiale. “Non voglio corruzione nel mio paese. Lavoro nel settore giudiziario, e voglio che si continui a investigare per combattere la corruzione”, ha spiegato una manifestante. Anche la favela di Rochina si è mobilitata. “I problemi veri sono la corruzione e la mancanza di diritti per i cittadini. E loro invece pensano solo alla Coppa del mondo”, ha detto una ragazza.

Le stelle della Seleçao invece appoggiano l’organizzazione del prossimo Mondiale. “Molta gente critica il Brasile per la criminalità e altri problemi, ma se non li avessimo, saremmo un Paese perfetto”, ha detto l’attaccante dello Zenit, Hulk. “Credo che se tutti saranno concentrati sul loro obiettivo, non avremo problemi durante il Mondiale”, ha invece affermato il neo acquisto del Barcellona, Neymar.

A Mondiale finito, i 12 nuovi stadi costruiti grazie a finanziamenti pubblici saranno gestiti dai club o da compagnie private. Inoltre molte infrastrutture non sono state terminate e la gente non vede miglioramenti nella vita quotidiana.

“La sanità e l’educazione pubblica sono lontani dal livello economico del Paese – ha detto Romario, ex campione del mondo, oggi in politica -. Quando ci è stata assegnata l’organizzazione del Mondiale, il Governo assicuro’ che solo il 10% della spesa sarebbe stata pubblica, mentre per il 90% sarebbe stata assicurata da privati. Oggi abbiamo la certezza che la spesa pubblica è salita fino al 100%”

Fin dal principio, la Fifa ha dettato le regole. Il governo brasiliano ha concesso alla Federazione internazionale un’esenzione pari a 194 milioni di euro di tasse. La Fifa inoltre avrà l’esclusiva del merchandising, sempre esentasse. Uno sconto che vale la costruzione dello stadio di Fortaleza.

“Per la Fifa dovrebbe essere un onore giocare la Coppa del mondo in Brasile – ha detto Romario -. Invece il concetto che passa è che la Fifa sta facendo un favore ai brasiliani e ai suoi politici. La Fifa verrà qui in Brasile senza spendere un euro, e se ne andrà dopo aver guadagnato almeno un miliardo di euro”.

Ricardo Trade non è d’accordo con Romario. L’organizzatore capo, colui che riceve gli ordini direttamente dalla Federazione internazionale, è attualmente uno degli uomini piu’ odiati in tutto il Brasile. “Questo Paese avrebbe dovuto aspettare altri 20 anni per realizzare queste infrastrutture – ha spiegato -. Il Governo tiene sotto controllo i lavori, e presto anche la gente potrà beneficiare di queste novità. Vedranno i miglioramenti nella vita quotidiana. Inoltre la Coppa del mondo è anche un importante strumento per migliorare l’immagine del Paese. Oggi il Brasile riceve meno turisti all’anno che la sola Parigi. Se noi garantiamo un’ottima qualità negli aeroporti, hotel, infrastrutture e servizi pubblici, la gente tornerà con le proprie famiglie, esattamente come accaduto in Sudafrica. Questo si ripercuoterà positivamente sulla nostra economia. La gente capirà che il Mondiale porterà lavoro, strutture e risorse per il Brasile”.