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Egitto: ultimatum dell'opposizione a Morsi

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Egitto: ultimatum dell'opposizione a Morsi

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Sono almeno 15, forse 18, le vittime degli scontri delle ultime 24 ore in varie città dell’Egitto tra manifestanti pro e contro Mohammed Morsi. Gli oppositori lanciano un ultimatum al Presidente: se non si dimetterà entro martedì pomeriggio, sarà disobbedienza civile e marceranno verso il palazzo presidenziale.

Ben 14 milioni di persone sono scese in piazza in tutto il Paese contro Morsi. Una marea umana, in particolare al Cairo.

“Abbiamo fatto una rivoluzione – spiega Mona Wafa – contro una situazione che era decisamente migliore di quella in cui ci troviamo ora. Quindi è normale che il numero delle persone che si lamentano, rispetto alla situazione precedente, ora sia raddoppiato.”

Jamal Helal si rivolge a Morsi: “Non vedi che il nostro paese sta affondando? Dovresti capirlo. Dovresti capire che la gente non ti vuole più. Sii onesto.”

In mezzo alla folla sarebbero avvenute 43 aggressioni sessuali.
Sempre al Cairo, ma meno numerosi, si sono radunati i sostenitori di Morsi.

“Il gran numero di dimostranti che c’era la notte scorsa – sostiene Hatem Abu El Hassan -è naturale, perché come sapete gli iscritti al vecchio partito Nazionale Democratico sotto Hosni Mubarak erano tre milioni. Quindi è naturale che ci sia un gran numero di persone che protestano ogni giorno, ma la cosa piû importante è che lo facciamo pacificamente.”

Ma intanto 5 ministri hanno presentato una lettera di dimissioni, in solidarietà con i manifestanti.