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Vaticano, scandalo Ior: in carcere Monsignor Scarano

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Vaticano, scandalo Ior: in carcere Monsignor Scarano

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Per Monsignor Scarano si sono aperte le porte del carcere romano di Regina Coeli. L’alto prelato – già indagato a Salerno per ricettazione – fino a un mese fa era capo contabile dell’organismo che amministra i beni della Santa Sede. Con le accuse di corruzione e truffa sono stati arrestati anche un ex agente dei servizi segreti e un broker finanziario. In corso accertamenti patrimoniali su Scarano, che sarebbe titolare di due conti correnti presso lo “Ior” (Istituto per le Opere religiose).

“C‘è un numero considerevole di sacerdoti o Monsignori che dispone di ingenti quantità di denaro”, spiega il vaticanista Marco Politi. Nessuno sa perché essi hanno il diritto di avere un conto nella Banca Vaticana, penso che in futuro questo sarà limitato. Certamente questo nuovo scandalo contribuirà ad accelerare la riforma e la riorganizzazione del sistema finanziario della Santa Sede.”

La Procura di Roma indaga sul rientro dalla Svizzera su un jet privato di 20 milioni di euro in contanti. Un favore di Scarano, stando alle intercettazioni, alla famiglia di armatori napoletani D’Amico. Per questo lavoro l’alto prelato avrebbe dato 400mila euro ad un ex agente dei servizi segreti.

Un ‘indagine interna è stata, intanto, avviata dallo Ior, che conferma la massima cooperazione con le autorità italiane. Solo due giorni fa Papa Francesco ha annunciato l’istituzione di una “commissione” che indagherà sulla cosiddetta “Banca di Dio” nell’intento, già dichiarato, di riformarla.