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Ue, un vertice denso di accordi e promesse

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Ue, un vertice denso di accordi e promesse

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Accordo politico sul prossimo bilancio europeo, progressi sull’unione bancaria e nuovi fondi per combattere la disoccupazione giovanile. L’Irlanda ha fatto l’en-plein nell’ultimo vertice europeo sotto la sua presidenza. Bisognerà vedere se le riforme saranno sufficienti per portare l’Europa fuori dalla crisi e riconquistare la fiducia dei cittadini europei.

Ma a rovinare la festa del premier irlandese Enda Kenny, ci ha pensato il vicino di casa. Il premier britannico David Cameron è stato il protagonista di uno pseudo-dramma sul budget europeo, minacciando qualche improbabile colpo di scena.

Euronews ha intervistato Dalia Grybauskaite, che da lunedì assumerà la presidenza semestrale dell’Unione europea.

Euronews
Il principale risultato di questo summit è stato lo stanziamento degli 8 miliardi di euro contro la disoccupazione giovanile . E’ piu del previsto, ma ancora troppo poco per gli oltre 6 milioni di giovani disoccupati…

Dalia Grybauskaite
Si, in parte ha ragione, ma la lotta alla disoccupazione rimane una responsabilità degli stati, il bilancio europeo può al massimo servire da agente propulsore, offrendo incentivi, ma non può risolvere tutto. Questa è un’idea sbagliata da dare, far pensare che tutto possa essere risolto a Bruxelles, che dispone soltanto dell’1% della ricchezza annuale generata dai paesi europei.

Euronews
Si tratta di fondi che saranno disponibili a partire dal 2014, cosa succederà dopo? Qual è la soluzione nel lungo termine?

Grybauskaite
Si tratta di una sorta di progetto piltoa, due anni per vedere come vanno le cose. Alcuni dei programmi messi in pratica in Austria e Germania hanno richiesto 3 anni per dare i primi risultati.

Euronews
Un anno fa i leader europei si sono accordati su un patto per la crescita. Un anno dopo la zona euro è ancora in recessione. Dove abbiamo sbagliato?

Grybauskaite
Non si tratta soltanto di bilancio, o debito, non è solo una crisi finanziaria, ma riguarda l’economia reale.

Euronews
Non è che si è spinto troppo sull’austerità?

Grybauskaite
No, al contrario. In Lituania, grazie all’austerità siamo riusciti a gestire e recuperare, in parte la perdita del 15% di Pil. Questo in un anno e mezzo e oggi siamo il paese la cui economia reale cresce più velocemente in Europa. Certo gli strumenti per combattere la crisi rimangono complessi, non si tratta soltanto di austerità, ma anche di stimoli, e poi di consenso da parte delle parti sociali.

Euronews
Negli Stati Uniti e in Giappone, la crescita è stata molto più forte che in Europa. Perché i cittadini dovrebbero credere a nuove promesse?

Grybauskaite
Non c‘è bisogno di promesse, i cittadini, come me, devono credere nei risultati. I problemi hanno origine a livello nazionale, a causa di politiche monetarie e fiscali irreponsabili.

Euronews
La Lituania sembra aver fatto bene i suoi compiti, mettendo in atto riforme drastiche per uscire fuori dalla crisi. Pensa che alcuni dei paesi più grandi sia stato un po’ troppo pigro?

Grybauskaite
Non si deve fare affidamento agli altri. Perché non abbiamo chiesto un piano di salvataggio in Lituania? O fatto ricorso al Fondo Monetario Internazionale? Perché sapevamo che era colpa nostra è solo da noi che dipende il nostro futuro.
Euronews
Qual è il suo messaggio agli altri paesi, alla Francia?

Grybauskaite
Si deve essere chiari con i cittadini su cosa è necessario fare. Bisogna ricordare che l’austerità è temporanea e che le cose cambieranno una volta che la crisi sarà passata. Ma bisogna dare l’esempio: se si tagliano stipendi e pensioni, si deve iniziare da quelle dei leader politici.