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Snowden: il padre "pronto a tornare in Usa a certe condizioni"

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Snowden: il padre "pronto a tornare in Usa a certe condizioni"

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Edward Snowden rimarrà nell’aeroporto di Mosca finché non verrà legalizzato il suo status. Dalla Russia nuovo schiaffo agli Stati Uniti sul caso della talpa del Datagate.

E mentre il padre dell’informatico che ha svelato i segreti dell’intelligence statunitense dice che potrebbe tornare in patria a determinate condizioni, la Cina attacca Washington, rispedendo al mittente le accuse di spionaggio:

“Contro la Cina sono state lanciate accuse irresponsabili da alcuni Paesi – ha detto la portavoce del ministro degli Esteri di Pechino, Hua Chunying – La Cina auspica che si fermino questi attacchi e si intrapendano misure concrete per rafforzare la fiducia reciproca e la cooperazione, e insieme salvaguardare la pace e la sicurezza della rete”.

Venezuela ed Ecuador offrono asilo a Snowden anche a costo di perdere – nel caso di Quito – i benefici commerciali:

“Di fronte a questo ricatto, abbiamo detto, confermato e annunciato ufficialmente: signori è inutile minacciare la rimozione delle tariffe agevolate, siamo noi a rinunciarvi unilateralmente e irrevocabilmente – ha detto il Presidente dell’Ecuador, Rafael Correa – potete tenervele”.

La Casa Bianca abbassa i toni ed esclude di intercettare l’aereo che porterà Snowden fuori dalla Russia.

E l’Agenzia per la Sicurezza cerca di calmare l’opinione pubblica spiegando che il programma di sorveglianza ha permesso di sventare 42 complotti.