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Da polvere a barriera anti-rumore, lo pneumatico diventa materiale eco-compatibile

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Da polvere a barriera anti-rumore, lo pneumatico diventa materiale eco-compatibile

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In questa puntata parliamo di ecoinnovazione, ossia l’investimento in tecnologie ambientali da parte delle imprese. Facciamo tappa a Zagabria, in Croazia. Visitiamo il cantiere di un’autostrada, dotata di barriere anti-rumore composte al 40 per cento da pneumatici usati, riciclati. Sono il frutto di un progetto avviato nel 2009 nel quadro del programma europeo Ecoinnovazione, che coinvolge due piccole e medie imprese. Una ricicla pneumatici usati e produce una polvere che servirà nella fabbricazione di barriere anti-rumore. Per Damir Kiric, imprenditore, è una grande opportunità.

“Una volta terminato il progetto, speriamo di assumere una trentina di persone e di raddoppiare la nostra capacità di produzione”, afferma Kiric, che dirige la Gumiimpex. In fabbrica viene realizzato il composto con la polvere degli pneumatici e il cemento, che servirà per le barriere anti-rumore. L’impresa potrebbe creare fino a 60 nuovi posti per essere in grado di rispondere alla domanda.

“Ci ha aperto delle porte. Contiamo su un aumento del fatturato del 25 per cento in Croazia, ma anche nei Paesi vicini”, dice Danica Jelenic, amministratrice generale della Beton Lucko. Come gli altri protagonisti del progetto, Danica Jelenic ha fatto un investimento. Si tratta di 355 mila euro. “Partecipare a questo progetto ha davvero rafforzato la nostra posizione” spiega Jelenic. “I differenti attori del mercato ci considerano un interlocutore serio”

Serge Rombi, euronews:
“Il programma europeo Ecoinnovazione permette di ottenere una sovvenzione per sviluppare un progetto. Attualmente sono stati avviati 200 progetti in giro per l’Europa”

E’ all’Università di Zagabria che il progetto è stato lanciato dal professor Stjepan Lakusic. Il programma Ecoinnovazione ne ha finanziato il 50 per cento, ossia 500 mila euro. Ora che le barriere anti-rumore sono state sviluppate, si pensa di vendere la tecnologia ai Paesi vicini. “Un chilometro di queste barriere di un metro d’altezza rappresenta 65 tonnellate di pneumatici riciclati, ossia 8000 pneumatici usati”, spiega Lakusic, coordinatore del progetto Rucombar.

L’argomento ha già sedotto numerosi acquirenti potenziali, dal momento che queste barriere possiedono anche il vantaggio di essere particolarmente redditizie. “Utilizzando prodotti riciclati, si risparmia tra il 10 e il 18 per cento rispetto al prezzo di un prodotto equivalente sul mercato”, dice Lakusic. “Per me la chiave del successo è sviluppare prodotti a partire da materiali riciclati, così come investire in personale e nuove tecnologie”, afferma Kiric.