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Al Gnawa Festival il soul africano di Oum el Ghait


Cultura

Al Gnawa Festival il soul africano di Oum el Ghait

Oum el Ghait – voce sensuale e musica senza frontiere tra generi – è stata tra i protagonisti del festival di Essaouira in Marocco. La cantante di Casablanca, 34 anni, si muove tra sonorità africane, saharaui – la sua popolazione – jazz e soul.

Nel suo ultimo album, “Soul of Morocco”, la sua tradizione culturale spicca maggiormente rispetto al passato. Suo nonno le raccontava storie sahraui, lei non vuole perdere le radici, ma allo stesso tempo definisce molteplici i suoi riferimenti culturali.

“Sono di questo Paese e in questo Paese ci sono molte cose a livello culturale, musicale che si riflettono in noi, in me”, dice Oum El Ghait Benessahraoui. “C‘è l’Africa, c‘è un’identità africana, c‘èun’identità araba, c‘è un po’ di orientalismo, c‘è un po’ di occidentalismo e soprattutto c‘è l’Africa e poi anche la cultura berbera. Io credo profondamente nella pluralità, nella diversità, non mi piace l’unicità culturale”

Un album eclettico di cui Oum ha scritto, composto e arrangiato tutti i brani. Nella sua band ci sono musicisti di diversi Paesi. A Essaouira si è esibita con il batterista di origine algerina Karim Ziad, con il quale Oum ha registrano una canzone del nuovo album di Ziad, “Jdid” (nuovo).

“Per il mio nuovo album ho attinto ai ritmi dell’Africa settentrionale, del Marocco o dell’Algeria e li ho combinati con il jazz, cioè ho cercato di trovare un nuovo modo di ritmare la musica jazz”, spiega Ziad.

Tra gli artisti internazionali che hanno collaborato all’album di Karim Ziad, il pianista armeno Tigran Hamasyan, il jazzista serbo Boyan Z e il tastierista statunitense Scott Kinsey.

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