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Turchia: singolare protesta contro rilascio poliziotto

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Turchia: singolare protesta contro rilascio poliziotto

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Persone che cadono improvvisamente a terra, in mezzo ai passanti, nei pressi di piazza Taksim a Istanbul: apparentemente uccise.

È l’originale forma di protesta decisa da alcuni manifestanti in Turchia, dopo la scarcerazione di un agente di polizia accusato di aver ucciso un ragazzo durante le contestazioni delle scorse settimane.

L’agente è stato rilasciato dal giudice, sulla base dell’ipotesi della legittima difesa. Verrà giudicato in stato di libertà.

La repressione delle recenti manifestazioni è stata al centro dei colloqui tra il premier turco Erdogan e il segretario generale del Consiglio d’Europa, Thorbjorn Jagland, in visita ad Ankara. Jagland però all’uscita dal colloquio non si è sbilanciato, limitandosi a una frase di prammatica:
“la Turchia – ha detto – è uno dei padri fondatori del Consiglio d’Europa, e la Turchia e il Consiglio d’Europa si ascoltano reciprocamente, e abbiamo discusso di come continuare a collaborare per le necessarie riforme in Turchia”.

Le manifestazioni di piazza Taksim, e la durezza della polizia contro i manifestanti, non hanno comunque dissuaso l’Unione europea dalla ripresa dei negoziati d’adesione con Ankara. Fermi da anni, i negoziati riprenderanno, ma non subito. È stata in particolare la Germania a mostrare fermezza: repressione troppo recente, dialogare subito darebbe un pessimo segnale, secondo Berlino. Il dialogo con Ankara riprenderà non prima di ottobre, cioè dopo le elezioni in Germania.