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Brasile, ora protestano le favelas

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Brasile, ora protestano le favelas

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Non si placa la protesta che da oltre due settimane si riversa nelle strade del Brasile, anzi, martedì sera sono stati gli abitanti delle favelas a manifestare per chiedere più sicurezza e più investimenti nei servizi pubblici, nell’istruzione e nella sanità.

A nulla è servita la promessa della presidente Dilma Rousseff di indire un referendum per riformare il sistema politico brasiliano: il movimento ha annunciato infatti che non si fermerà finchè non ci saranno fatti concreti.

Come chiede ad esempio questa ragazza inglese che da anni vive nella favela di Vidigal: “Ho sempre sognato che un giorno il Brasile si svegliasse e cominciasse a far sentire la sua voce. Questa gente delle favelas ne ha bisogno perchè non ha mai avuto una voce”.

Le forze di sicurezza cercano di mantenere l’ordine anche nella più grande favela di Rio de Janeiro, Rocinha, anche qui la popolazione grida “ridateci i nostri soldi”.

Ed è invece sullo stadio di Belo Horizonte, a sud-est del paese, che sono puntati gli occhi della polizia: stasera si giocherà la semifinale della Confedaration Cup tra Brasile e Uruguay. Il timore è che proteste e violenze possano scoppiare anche qui.