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Assemblea generale di Bankia, la rabbia degli azionisti

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Assemblea generale di Bankia, la rabbia degli azionisti

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Si sono presentati in centinaia all’assemblea annuale di Bankia. Hanno preso autobus da tutte le città della Spagna per urlare la propria rabbia. Non sono giovani indignados scalmanati, ma i loro padri semmai. Tanti pensionati. Piccoli risparmiatori.

Lanciato in pompa magna nel 2011 come soluzione ai problemi di un sistema bancario al collasso, l’istituto di credito ha visto il tracollo appena un anno dopo. Il che ha costretto il governo spagnolo a richiederne il salvataggio all’Europa per 18 miliardi di euro e imponendo ingenti perdite ai correntisti.

“Non abbiamo necessità aggiuntive di capitale”, ha detto il presidente José Ignacio Goirigolzarri tra i fischi. “Però, anche se andiamo nella giusta direzione, non siamo degli ingenui: sappiamo che ci restano molte cose da migliorare e ancora molta strada da fare”.

Per i vertici il peggio è alle spalle: confermato il target per i profitti del 2013 a 800 milioni di euro.

Ma centinaia di persone sono ancora impantanate nelle procedure di arbitraggio volute dal governo per permettere il recupero di almeno una parte dei risparmi.

“Non avranno una banca in buone condizioni fino a che non si risolveranno i problemi della maggioranza degli azionisti”, spiega Manuel Pardos, rappresentante di un’associazione per la difesa dei correntisti.

Azionisti loro malgrado, bisogna dire. Sono oltre 200 mila le persone che erano state convinte a comprare complicati prodotti finanziari venduti come conti di depositi ad alto rendimento.

Per salvare il salvabile, il mese scorso questi titoli preferenziali sono stati scambiati per azioni ordinarie della banca ad un prezzo scontato. Peccato che il valore, da allora, sia già crollato del 50%: 58 centesimi ad azione.