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Anglo Irish Bank, il silenzio dei vertici sul "buco" del 2008

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Anglo Irish Bank, il silenzio dei vertici sul "buco" del 2008

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Alla fine sono arrivate anche le intercettazioni telefoniche.

Si può davvero considerare completa l’epopea del fallimento di Anglo Irish Bank: crollato dopo il crack immobiliare del 2008, nazionalizzato dal governo irlandese, l’istituto di credito è passato attraverso l’incriminazione del suo ex numero uno per poi confluire, tramite fusione e liquidazione, in una nuova entità.

Ma il passato ritorna. Stavolta, sotto forma di nastri: in una conversazione telefonica di cinque anni fa due manager discutono del pacchetto di salvataggio del governo.

L’idea è quella di minimizzare, chiedendo 7 miliardi di euro. Poco importa che, alla fine, l’operazione ne sia costata ben 30 ai contribuenti irlandesi.