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La musica Gnawa evolve al Festival di Essaouira


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La musica Gnawa evolve al Festival di Essaouira

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Per il sedicesimo anno consecutivo, il Festival di musica Gnawa di Essaouira ha celebrato il dialogo tra culture e stili musicali di diverse parti del mondo.

La chitarrista tedesca di origine nigeriana Nneka si è esibita insieme al musicista marrocchino Mehdi Nassouli.

Nneka: “Spesso le mie canzoni affrontano temi sociali che riguardano in particolare la Nigeria e questo accade perché sono nata e cresciuta in Nigeria. Ma il mio unico obiettivo, quando sono su un palco, è essere me stessa, ritrovarmi nella musica e nel mondo in generale. Non mi considero soltanto nigeriana o tedesca, sono uno spirito libero e mi piace prendere spunto da ogni cultura. Se tutto fosse bello e calmo, se al mondo non esistesse il dolore, non credo che ci sarebbe musica”.

La particolarità della musica Gnawa, che all’origine aveva una forte ispirazione religiosa, è che si fonde efficacemente con stili e sonorità anche decisamente più moderni. Un processo che l’ha portata a integrare temi più profani.

Mehdi Nassouli: “E’ la celebrazione dellincontro, della fusione, dello spirito”.

Come la maggior parte dei giovani artisti di musica Gnawa, Mehdi Nassouli si sforza di aprire questo genere tradizionale alle influenze della sua generazione. L’odierna musica Gnawa deve molto a Maalem Omar Hayat: artista considerato a suo tempo rivoluzionario, che fabbrica da sé i suoi strumenti a corda.

Maalem Omar Hayat: “E’ importante che lo strumento faccia bene il suo dovere perché in questo modo permette alla musica Gnawa di evolvere, di svilupparsi. Non bisogna avere paura delle novità”.

Il maestro prova lo strumento di Mehdi, ma non gli è congeniale. Questione di abitudine, spiega il giovane musicista.

Mehdi: “Maalem Omar pizzica le corde qui, facendo risuonare anche le note più nascoste, e questo meccanismo gli dà fastidio perché se vuole scendere si trova bloccato. Preferirebbe che fosse qui. E mi ha suggerito una bella idea che voglio integrare nel prossimo strumento che costruirò: in questo modo il manico resterà libero”.

Neïla Tazi Abdi, direttrice Festival Essaouira: “Prima della creazione di questo Festival, i musicisti erano molto marginalizzati. Non erano nemmeno riconosciuti come veri e propri artisti: cantavano e danzavano in strada e la gente dava loro qualche moneta. Erano considerati alla stregua di mendicanti”.

Wolfgang Spindler, euronews: “Grazie a questo festival, gli Gnawi e la loro musica hanno trovato un riconoscimento internazionale: i maestri di questo genere sono oggi artisti rispettati in Marocco”.

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