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Doping: svolta Fifa, passaporto biologico anche nel calcio

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Doping: svolta Fifa, passaporto biologico anche nel calcio

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Il passaporto biologico arriva finalmente anche nel calcio. A partire dalla Confederations Cup in corso in Brasile la Fifa per la prima volta ha fatto raccogliere campioni di sangue e urine di tutti i giocatori delle otto nazionali partecipanti. In questo modo nei prossimi anni sarà più facile, attraverso nuovi prelievi, scoprire eventuali manipolazioni. Il passaporto biologico è considerato infatti lo strumento più efficace nella lotta al doping.

“Ogni persona ha un patrimonio genetico determinato da un certo livello di ormoni e steroidi – spiega il professor Jiri Dvorak, direttore sanitario della Fifa -. Se si comincia a manipolarlo, quei valori cambiano. Se a lungo termine ci sono variazioni significative nei valori significa che ci troviamo davanti ad un caso sospetto e che c‘è stata una manipolazione”.

I campioni raccolti dalla Fifa sono stati inviati ai laboratori di dell’agenzia antidoping mondiale (WADA) a Losanna, dove saranno analizzati. La Fifa ha già annunciato che il passaporto biologico sarà esteso a tutte le squadre che nel 2014 prenderanno parte alla Coppa del Mondo in Brasile.