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Dolori e speranze dei giovani disoccupati greci
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In Grecia il 55% dei giovani sotto i 26 anni sono disoccupati. Non è un fenomeno solo greco.

In tutta l’Unione Europea, un disoccupato su quattro appartiene alla stessa fascia d’età

Ma perché i giovani non trovano lavoro e perché la risposta dei leader europei a questo problema è così lenta?

In Grecia incontriamo Mary Kolonia, una ragazza di 19 anni che vive ad Atene. Non è andata all’università ma è entrata direttamente nel mondo del lavoro. Più o meno.

Lavora otto ore al giorno, cinque giorni alla settimana in un call centre che vende televisioni. Il suo salario è di 20 euro. Non all’ora. Non al giorno. Prende 20 euro alla settimana.

Mary vive con i genitori ed il fratello. Suo padre, un imbianchino, ha poco lavoro. Sua madre fa la donna delle pulizie. Le loro entrate sono minime. Perché allora Mary non cambia lavoro?

“Perché non ho trovato altro e alla mia età non posso, e non voglio, chiedere ogni volta soldi ai miei genitori, anche loro sono in una brutta situazione. Dunque non voglio essere un peso. Guadagno 20 euro e copro le spese della settimana ma i soldi bastano sempre solo per 3-4 giorni, dopo di che, sono al verde.” ci risponde Mary. Lei e la sua famiglia sono albanesi di orgine greca. Sono arrivati in Grecia in cerca di fortuna durante gli anni del boom. la vita migliore che speravano di trovare, oggi sembra un miraggio: “Abbiamo raggiunto un punto che non ci saremmo mai aspettati, Non abbiamo neanche un euro per comprare le cose più necessarie, come pane o latte per esempio. —dice la ragazza — Non è che sono arrabbiata, è disperazione. E’ un peccato perché ci sono così tanti giovani nella stessa situazione.

Mary fa parte di quella schiera crescente di giovani che non riescono a trovare lavoro.

In tutta l’Unione Europea, le maggiori vittime della crisi dell’euro sono stati i lavoratori europei più giovani, quelli sotto i 25 anni. In diciotto dei 27 stati membri dell’Unione Europea la disoccupazione giovanile ha superato il 20%. Ma i dati sono ancora più allarmanti: In Italia, Irlanda, Slovacchia, Portogallo, Spagna e Grecia un giovane su due in questa fascia d’età non ha lavoro

Il giornalista Nick Malkouttzis ha scritto molto di disoccupazione giovanile in Europa, un problema che secondo lui colpisce anche i giovani sotto i 30 anni.

Il suo avvertimento è che dare poche prospettive alle nuove generazioni è l’ ingrediente principale di un cocktail politico e sociale esplosivo che i leader europei non possono più ignorare: “Chiaramente quando ad essere disoccupati sono sette giovani su dieci, molti dei quali delusi e furiosi perché non hanno opportunità di lavoro, si può innescare una situazione sociale pericolosa che credo possa avere due possibili sviluppi. Potremo vedere molti giovani greci lasciare il paese, e questo è già cominciato. Negli ultimi anni 120 mila laureati sono andati a studiare e lavorare all’estero. Oppure potrebbero diventare così arrabbiati con il sistema politico e la classe dirigente greca da arrivare a soluzioni estreme.” avverte Nick Malkoutzis
Direttore del giornale “ Kathimerini”.

Da quando la Grecia ha siglato il primo piano di salvataggio con l’Unione ed il Fondo Monetario internazionale, tre anni fa, le manifestazioni nelle piazze sono diventate eventi ricorrenti. I giovani si riversano nelle strade per sbandierare le conseguenze delle misure di austerità introdotte: aumento delle tasse, taglio dei salari e indebolimento del mercato del lavoro, hanno sottratto opportunità a loro.

Il mese scorso le due maggiori economie europee, la Germania e la Francia hanno dato segno di aver recepito la gravità e l’importanza del problema che in cifre conta 27 milioni di disocuppati in Europa. Angela Merkel and François Hollande hanno annunciato un piano, il cosidetto New Deal.

“Vorremmo che l’Europa prestasse più attenzione alla situazione del lavoro, soprattutto per i giovani” , ha sottolineato il Presidente francese François Hollande, durante l’annuncio congiunto con Angela Merkel: “Se guardate ai programmi adottati in Spagna, italia, Grecia, Portogallo e Irlanda, noterete che non riguardano solo il consolidamento dei bilanci. Sono riforme strutturali massicce che cambiano completamente questi paesi.” ha ribadito il cancelliere tedesco.

Il New Deal europeo prevede fnanziamenti alle piccole e medie imprese per incoraggiare la creazione di posti di lavoro nei paesi dove la disoccupazione è più alta, come la Grecia. La speranza di nuove opportunità per i giovani.

Ci saranno fondi anche per corsi di lingua e di formazione per agevolare il trasferimento in paesi in cui c‘è più lavoro come Germania e Austria. Ma sarà troppo tardi per persone come Yiannis Spanos? Questo ragazzo vive con i genitori e sta facendo domanda di lavoro da oltre un anno e mezzo.

“Ho finito l’Università, ho 28 anni e non riesco a trovare nessun tipo di lavoro. Non solo, ma le ditte a cui ho fatto domanda non mi rispondono neanche.” ci dice Yiannis, il quale spera che il new Deal europeo lo aiuterà ad aprire il suo ristorante ma rimane scettico perché sostiene che i politici non abbiano un buon curriculum quando si tratta di creare posti di lavoro per i giovani. “Prima di tutto, dobbiamo rimproverare noi stessi per averli votati, per tutti questi anni — ci dice— Non posso sempre dare la colpa ai politici. La colpa, prima è nostra e poi dei politici, e posso dire che in tutti questi anni che sono stati al potere non hanno fatto niente per risolvere questa situazione. L’hanno lasciata così com’era.”

La situazione in Grecia non è andata che peggiorando. Dal primo piano di salvataggio europeo ad oggi hanno chiuso 70mila piccole e medie imprese e circa un terzo della forza lavoro del paese è ora a casa.

Gli industriali greci ritengono che il New Deal europeo potrebbe funzionare, se ogni impresa assumesse anche un solo lavoratore
Secondo Vassilis Korkidis imprenditore della Confederazione Nazionale del Commercio Ellenica, ci vorrà tempo perché il piano entri in azione, ma la Grecia e l’Europa non possono permettersi di aspettare troppo
“Il piano può sicuramente funzionare ma secondo me non nel periodo attuale. Penso che funzionerà nel programma 2014-2020. Onestamente i prossimi sei mesi, o anche un anno saranno troppo lunghi per la Grecia. Fatichiamo ad arrivare al 2014. Credo che il governo non sia in grado di fare tuto ciò che vorrebbe, lo deve chiedere alla Troika. All’interno della Troika ci sono vari approcci per affrontare i problemi della Grecia e questa serie di disaccordi sta penalizzando la società greca.” dice Vassilis Korkidis

La disoccupazione, ed in particolare quella dei giovani europei sono la priorità in agenda al prossimo Summit dell’Unione Europea il prossimo mese. L’allerta della generazione di giovani disoccupati sta suonando sempre più incessantemente, Se i leader europei non cominceranno a far seguire i fatti alle parole, anche coloro che hanno tutta la vita davanti si stancheranno di aspettare.

“Se continuamo ad essere sempre pessimisti su tutto non potremo andare avanti. Perché la situazione non può cambiare? Se si aiutano i giovani le cose saranno diverse” dice Yiannis.

“A forza di aspettare, immagino che raggiungerò un’età in cui non avrò più la forza o l’ambizione per lavorare. Il mio momento è ora, per trovare un’occupazione, per fare qualcosa.” conclude Mary.

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