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“Dance with the steel bars”: al cinema la forza del ballo dietro le sbarre
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Da Youtube al grande schermo il passo è stato breve, ed è stato un passo di danza.
Sono i detenuti del centro di detenzione provinciale Cebu, Filippine.
Prima, dal 2007 in poi, hanno guadagnato 40 milioni di click su internet, oggi a 6 anni di distanza esce il film di debutto.
Titolo originale: “Dance of the steel bars”.

La trama è basata su un riforma realmente avvenuta nella prigione di Cebu. Utilizzare l’insegnamento della danza ai mille carcerati per insitllare in loro disciplina e senso dell’unione.

Le carceri filippine sono tristemente note per il sovraffollamento delle celle e per le guerre tra gang, lo spaccio e l’uso di droghe sempre in crescita.

I registi del film hanno voluto sottolineare il cambiamento di questi uomini spesso in attesa di sentenza, vissuto dietro le sbarre

“È stato molto toccante per tutti noi”, racconta la co-resgista Marnie Manicad. “Abbiamo visto come la riabilitazione sia avvenuta attraverso la danza. Credo si capisca bene dal film”.

L’obiettivo era l’autenticità così i due co-registi, Cesar Apolinario e Marnie Manicad hanno girato il film dentro il carcere di Cebu per sette giorni con un cast composto di attori professionisti e di circa 750 detenuti.

Joey Paras interpreta il ruolo di una transessuale che vuole insegnare
passi di danza ai compagni detenuti. All’inizio la paura c’era, ma poi, spiega, se ne è andata velocemente: “Solo guardando il film come spettatore non puoi che ammirare la loro bravura fino alla fine. Ancora di più se sei lì al loro fianco. Puoi sentire l’odore della fatica, puoi sentire la loro energia, il tuo sudore è lo stesso del loro. Sei immerso nel gruppo. È una sensazione davvero irripetibile”.

“Bravissimi ballerini certo – racconta Paras – ma anche bravissimi attori. Non abbiamo avuto nessun problema con la regia e la recitazione. Perché se dici loro in questa scena devi essere triste, loro lo sapevano fare”.

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