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Brasile, San Paolo: la protesta dei giovani


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Brasile, San Paolo: la protesta dei giovani

Nella città in cui le proteste sono cominciate, San Paolo, decine di migliaia di persone hanno invaso l’Avenida
Paulista. Alcune bandiere del Partito dei lavoratori, la formazione della presidente Dilma Rousseff, sono state bruciate e qualche esponente è stato spintonato.
In piazza molti giovani.

“Sono qui – dice Marilia Cunha -perché prendo i mezzi pubblici ogni giorno, so cosa significa pagare e non avere un servizio di qualità e so cosa significa camminare per le strade e non sentirsi sicuri. Questo è ciò che ci ha fatto scendere in piazza e gridare. È ora di muoversi e gridare.”

“Cosa ne sarà del nostro Paese – si chiede Daniela Zago -, del nostro popolo, dell’istruzione e della sanità. Dove andrà a finire tutto? Siamo stanchi, basta, basta.”

“Molti amici – riferisce Marcelo Otis, del Movimento Passe Livre – sono stati arrestati e ingiustamente accusati, per ragioni politiche. Hanno arrestato persone che avevano solo scattato foto delle proteste.”

Rita Ferreira, euronews:
“Sono dottori, ingegneri, giovani. Sono contrari alle misure del governo di Dilma Rousseff. Tra queste, le spese ingenti per i Mondiali di calcio 2014.”

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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