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Tunnel della Manica, costi eccessivi nel mirino dell’Ue

Attraversare il Tunnel della Manica costa troppo e Bruxelles non intende mostrarsi di manica larga. Sul banco degli imputati questa volta è finito Eurotunnel, il gestore dell’imponente struttura sotterranea lunga 50 chilometri.

La Commissione europea ha dato due mesi di tempo alla società franco-britannica per abbassare i costi che questa fa pagare agli operatori ferroviari: oltre 4 mila euro a treno e 16 euro a passeggero per ogni passaggio.

Con conseguenze facilmente prevedibili per i prezzi finali dei biglietti: “A causa dei costi eccessivi nel Tunnel della Manica, i passeggeri pagano i biglietti più del dovuto, un sovrapprezzo per gli operatori ferroviari e i loro clienti”, spiega la portavoce della Commissione Helen Kearns.

“Il 43% della capacità nel Tunnel della Manica – prosegue – attualmente non viene utilizzato e sempre più merci vengono trasportate attraverso l’Europa sui camion invece che sui treni, causando traffico e inquinamento”.

I costi vanno dimezzati, dice la Commissione, il che raddoppierebbe il traffico di merci su rotaia.

Le leggi europee sono chiare: gli oneri devono essere proporzionati al logoramento causato dal passaggio dei treni. La compagnia si è difesa, sostenendo che devono ammortizzare i costi di costruzione.

Ma le autorità sono andate a guardare i conti, scoprendo non solo che non è vero, ma che i proventi sono usati per sussidiare il servizio navetta dell’operatore.

A violare le regole comunitarie, dicono, è anche l’accordo di utilizzo che riserva il 50% del traffico nel tunnel alla francese SNCF e alla tedesca DB Schenker per una durata di 65 anni.

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