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Giro di vite di Erdogan, ma in Turchia dilaga l'"uomo in piedi"

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Giro di vite di Erdogan, ma in Turchia dilaga l'"uomo in piedi"

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La repressione che il governo ha scatenato contro i manifestanti turchi non è sufficiente a mettere la parola fine al movimento di protesta.

Da tre settimane la mobilitazione va avanti con iniziative simboliche e nonviolente, in gran parte organizzate grazie ai network sociali.

Lo sgombero forzato di Piazza Taksim ha convinto i manifestanti a usare il silenzio come arma di lotta politica. Sono sempre più numerosi i turchi che restano in piedi e muti davanti ai ritratti di Kemal Ataturk.

Oltre alla repressione della polizia, il governo di Ankara punta anche al controllo di Facebook e Twitter, e non è esclusa una legge che possa metterli al bando.

La mobilitazione, partita in difesa di un parco urbano minacciato da progetti edilizi, si è via via trasformata in una aperta contestazione del governo Erdogan.

Usando il pugno di ferro per piegare le manifestazioni, lo stesso Erdogan ha versato benzina sul fuoco. un fuoco che potrebbe non spegnersi tanto presto.